mercoledì 4 aprile 2012

FUTURO, QUALE?
 STOP AL VECCHIO MONDO? VIA AL NUOVO!
Nuove scoperte, ma vecchio modo di essere
Sicuramente ognuno di noi ogni tanto pensa come potrebbe essere il nostro futuro. Innanzitutto sarebbe bello poter migliorare tutte quelle situazioni negative che ci si trova a dover combattere tutti i giorni, partendo dalla povertà, dal poter curare malattie come il cancro e dal risolvere le guerre ancora in corso. Nonostante il continuo aggiornamento tecnologico, in alcuni paesi del mondo si vive ancora in situazioni veramente drammatiche e disperate; ad esempio in Africa la mortalità è elevata, soprattutto nei bambini che muoiono di fame e di malattie per mancanza di cure e medicine. Nel frattempo la medicina continua a progredire nella ricerca di nuove cure per combattere le malattie più impegnative.     Speriamo anche che il futuro ci riservi la fine di tutti i conflitti, infatti sembra un paradosso che il mondo tecnologico continui a produrre nuovi modelli di computer, tablet, cellulari di ultima generazione e che si muoia ancora per diversità di idee. Chissà che cosa cambierà in futuro? Muteranno le automobili, magari voleranno ed andranno ad acqua? E a cibo come la mettiamo? Ci saranno coloratissimi supermercati con grandi pacchetti di pastiglie alimentari e così non si cucinerà neanche più!Ci saranno possibili  funzioni che ci  sostituiranno  in determinate occasioni. Sicuramente vivremo più a lungo grazie a pastiglie  miracolose; arriveranno anche gli alieni che troveremo come vicini di casa ed andremo con loro in vacanza in astronave in luoghi a noi sconosciuti. Ed infine solo una cosa non  si  potrà cambiare ed è, meno male, il  nostro modo di  essere, di pensare, cioè sé stessi!!   
Giulia Pavon 2°B

CHE COSA SARA' DELLA TERRA?

Preoccupante effetto inquinamento

Il termine inquinamento indica l'introduzione nell'ambiente di sostanze in grado di provocare pericoli effettivi o potenziali per la salute dell'uomo oppure di minacciare l'esistenza di animali e piante. Oggi l’inquinamento rappresenta uno dei principali problemi a livello mondiale. Ogni giorno, ora dopo ora, emettiamo nell’atmosfera gas nocivi che non fanno altro che distruggere pian piano il pianeta. A causare tutto ciò non sono soltanto le nostre comodità, come per esempio le auto, i riscaldamenti …, ma soprattutto le grandi industrie. Gli scienziati su questo argomento si dividono in due gruppi.
L’unica cosa sulla quale tutti gli scienziati sono d’accordo, è che il clima della terra sta cambiando. La temperatura sta inesorabilmente salendo, grado per grado, a livelli fuori dal normale. Ciò su cui si dividono gli scienziati è il motivo di questo aumento della temperatura: alcuni sostengono che è un cambiamento naturale avvenuto altre volte nella storia del nostro pianeta, mentre secondo altri è causato dall’inquinamento.
Esistono vari tipi d’inquinamento: dell’aria o atmosfera, dell’acqua, del suolo…
Un esempio di inquinamento atmosferico è l’aumento dell’effetto serra cioè l’eccesso dell’anidride carbonica che ha trattenuto, in maniera eccessiva, il calore del sole facendo così aumentare le temperature.
Un esempio di inquinamento dell’acqua è il fenomeno dell’eutrofizzazione; si depositano nelle acque fertilizzanti, scartati dall’agricoltura, che fanno accrescere le alghe in maniera sproporzionata,  non facendo più passare l’ossigeno e causando così la morte di tutte le forme di vita sottostanti.
Infine, un esempio di inquinamento del suolo, sono i sacchetti di plastica, le carte, …  che vengono gettati per terra.
Secondo me, se ognuno di noi facesse piccoli gesti, come ad esempio fare la raccolta differenziata, si migliorerebbe le condizioni della terra, dando così un futuro migliore alle nuove generazioni.
 Carlo Urtis 2° B

        L’amicizia di oggi si può definire vera?
AMICI FALSI, PERCHÉ?
In questi ultimi tempi le persone guardano soprattutto l’esteriorità, non danno importanza ai valori e al “cuore” delle persone.
Sono più attratti da ciò che si possiede piuttosto che da quello che si può offrire. Non si sa se è colpa della società consumistica che ci ha cambiati, oppure se siamo noi a non avere più interesse per i valori umani.
Le generazioni del 2000 sono strane, perché anche se una persona è simpatica e gentile viene isolata magari solo perché è brutta o non segue la moda.
Da sempre ci sono molte ingiustizie che colpiscono le persone più deboli, ma quando si trova il vero amico si riesce a superare qualsiasi ostacolo soprattutto aiutandosi a vicenda. Una vera amicizia sboccia solo quando ci si accetta per come si è e ci si aiuta reciprocamente.
Un vero amico riesce a tirare fuori il meglio dall’altro, divertendosi e migliorando grazie a lui e insieme a lui.
Si capisce immediatamente quando una persona ti sta solo prendendo in giro oppure al contrario è davvero un buon amico.
A volte capita che una persona ti parli solo per chiederti dei favori o per chiederti un aiuto, ed una volta ottenuto lo scopo magari non si fa più sentire per mesi.
Altre volte invece sono anche così bravi da arrabbiarsi con te senza motivo solo per sentirsi porgere le scuse, e chi crede in queste amicizie resta sempre deluso. Ogni volta che si chiede scusa per qualcosa che non si è fatto o pensato ci si sente mortificati nel profondo, mentre l’altro si sente sempre molto soddisfatto.
L’amico vero invece ti dà la carica per affrontare al meglio ogni momento della tua giornata. Ti chiama anche solo per sapere come stai, senza chiedere nulla in cambio; se hai bisogno di un aiuto è sempre pronto a sostenerti anche mettendo in gioco se stesso rendendosi magari ridicolo davanti a tutti per toglierti dai guai.
Ti convince a fare cose che non ti immagineresti mai. L’amico è una cosa preziosa, è come un tesoro (come giustamente dice il detto: “CHI TROVA UN AMICO TROVA UN TESORO”).
Di questi tempi le persone disposte a tutto per te sono veramente poche, quindi il consiglio prezioso è: “Tenetevi strette le persone a voi care perché saranno la vostra unica certezza nella vita, oltre alla famiglia.”
                                                                                                                    Chiara Ortolani 2°B
                                                                                          


                                                                                       
Interrogazioni e verifiche nelle scuole
INCUBO DEGLI ALUNNI? L'ORALE E LO SCRITTO
"Film horror? Tsk; ieri la prof. ha fatto una verifica a sorpresa!"
Sono molti i problemi che assillano le persone in questo periodo di crisi: l'economia, la politica corrotta, le guerre... ma anche nell'ambito delle scuole i problemi non mancano; più precisamente sono le fameliche interrrogazioni e verifiche che assillano il povero scolaro.
E sì, quello che le prof. chiamano volgarmente con il nome di "Test", non è altro che una tortura fisica e psicologica tesa a eliminare la tua autostima e a rovinare la tua vita sociale barricato in casa da tua madre cercando di recuperare un voto brutto in matematica di cui non ci capisci assolutamente e categoricamente un tubo! Proprio per questo motivo nel corso degli anni l'alunno medio si è evoluto a tal punto da inventarsi sempre nuove tecniche (le più recenti anche molto stravaganti) per non essere interrogato o per non fare un verifica. La più vecchia e famosa ( e anche la più utilizzata sia a casa che a scuola) è il finto mal di pancia.
Ora, questa tecnica è tanto semplice quanto efficace, a patto che tu sappia fare il finto malato.
Un altro modo molto semplice, ma, a mio parere, poco efficace è andare in bagno prima che la prof. decida chi interrogare e pregare di non essere scelto (tecnica utilizzata dai più disperati).
Poi c'è la scusa che per qualche strano motivo, che può variare da un matrimonio a un'invasione aliena, non hai potuto studiare e nella maggior parte dei casi il soggetto in questione scoppia a piangere rischiando un ictus.
Quelli che vi ho elencato sono i più famosi e se dovessi scriverli tutti ci metterei troppo tempo; comunque, anche se sembra impossibile, c'è qualcosa di peggio di una verifica o di un'interrogazione, compare quando la prof. è sull'orlo della pazzia per il chiasso, appena un alunno la sente il battito cardiaco aumenta a 200 pulsazioni al minuto, diventa pallido come un cadavere e comincia a sudare freddo, la salivazione si azzera e i muscoli si irrigidiscono, è per questo che fa fatica a tirare fuori dalla cartella il foglio protocollo per fare la VERIFICA A SORPRESA!!! Il brutto di questa innominabile prova scritta e che non c'è scusa che tenga!
Ormai il guaio è fatto e il buon 95% della classe prenderà voti non più alti del 6+.
A parte questo però alla fin fine ne va del nostro futuro e ringrazieremo le nostre prof. dell'aiuto e del sostegno che ci hanno dato, anche se adesso facciamo fatica a crederlo, quindi STUDIATE RAGAZZI!!!
                                                                                                                  Simone Coviello 2° B

Come vivono gli abitanti del Terzo Mondo?
VIVERE AI MARGINI
Nella povertà più assoluta le persone hanno sempre il sorriso
 sulle labbra

Oggi le persone hanno interesse solo per se stesse, o per le persone a loro care. Non pensano che al mondo ci sono uomini che hanno bisogno del loro aiuto e che vivono in situazioni gravissime: stiamo parlando del Terzo Mondo, dove la povertà è al massimo livello.
L’espressione “Terzo Mondo” nacque dopo la guerra fredda, quando il mondo era diviso in due blocchi: il resto del mondo (che non faceva parte dei due blocchi) veniva chiamato Terzo Mondo.
Dopo il crollo dell’URSS questa espressione divenne una parola per indicare i Paesi poveri e poco sviluppati.
Alcuni tra i Paesi che fanno parte del Terzo Mondo si trovano in Asia, Africa e America Latina.
Fin dai tempi più antichi le popolazioni di questi Paesi venivano schiavizzati e costrette a lavorare per gli imperi coloniali (Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra). Molte persone morivano a causa degli sforzi, ma soprattutto per le malattie, innocue agli europei ma mortali per queste popolazioni (perché non avevano anticorpi). Per questo molti Paesi si spopolarono di uomini che, per vivere, dovevano vendere a basso costo le materie prime agli imperi coloniali.
Con il passare del anni il divario economico tra Nord e Sud si accrebbe notevolmente: per questo i Paesi del Terzo Mondo sono attualmente così poveri.

Adesso vi parlerò delle condizioni di vita dei paesi dell’Africa.
Le condizioni di vita di queste popolazioni sono pessime: vivono in piccole case di mattoni di argilla e a volte il tetto è costituito da foglie di palma essiccate al sole.
Ogni giorno gli uomini portano i propri animali a pascolare e svolgono i loro lavori. Intanto i bambini vanno a scuola (chi se la può permettere) vestiti con una divisa scolastica. Percorrono ogni giorno chilometri per giungere a scuola, alcuni a piedi scalzi, per non rovinare le uniche scarpe che possiedono. Il pomeriggio i bambini si divertono sulla spiaggia e chiedono ai turisti delle caramelle: è sempre meglio regalare delle matite anziché delle caramelle perché non avendo dentifrici, potrebbero crearsi delle carie e i genitori non riuscirebbero a pagare il dentista (le matite rendono comunque felicissimi io bambini).
Queste persone hanno sempre il sorriso sulle labbra (anche se fanno fatica ad arrivare a fine mese) e non desiderano altro che una vita felice. Al contrario, nei Paesi industrializzati, le persone non sono felici e desiderano sempre più di ciò che hanno.
Aiutiamo le popolazioni del Terzo Mondo a migliorare le loro condizioni di vita!

Federica Mozzarelli (2^B)

mercoledì 28 marzo 2012


Incontro-testimonianza con i ragazzi della Comunità Cenacolo di Suor Elvira
DAL BUIO ALLA LUCE
Il giorno 16 marzo 2012 le classi III e IV liceo hanno avuto la possibilità di incontrare tre testimoni della casa di recupero "Il Cenacolo". L'iniziativa è stata proposta a noi ragazzi da Don Martino, professore di religione del liceo, ed è stata accettata in modo curioso e costruttivo. Questo incontro è iniziato con un breve filmato in cui si presentava la comunità composta da più sedi dislocate in tutto il mondo. Madre Elvira Petrozzi fin da piccola, aveva il desiderio di aiutare i giovani in difficoltà e per questo motivo iniziò a restrutturare una casa abbandonata sulla collina di Saluzzo, una cittadina in provincia di Cuneo. Da lì a poco nacque una vera e propria comunità, all'interno della quale grazie alla fede e a tanta buona volontà molti giovani riuscirono a realizzare il proprio sogno cioè "Ricominciare a vivere".  Questo percorso di cambiamento nei confronti della vita e della fede non è affatto semplice e ce lo hanno sottolineato molto Michele, Tecla e Raffaella, i nostri tre testimoni. Questi tre ragazzi ci presentarono la loro storia, fatta di scelte sbagliate e di errori che li portarono a un "tunnel buio" dal quale, senza la luce della fede non sarebbero riusciti a salvarsi. Diversamente dalle altre case di recupero, caritas, centri di ascolto e associazioni di beneficenza, la comunità "il cenacolo" non accetta sovvenzioni dallo Stato proprio perchè Madre Elvira crede in modo molto rigoroso alla provvidenza. Questo sentimento di fede che porta alla provvidenza è risentito molto anche nei nostri testimoni i quali hanno cercato di spiegarci che per loro è fondamentale chiedere a Dio tutto ciò che è strettamente necessario e che solo Lui sarà in grado di aiutarli. Ovviamente è molto difficile per noi ragazzi capire totalmente questo senso di provvidenza, ma, come ha sottolineato Michele, anche lui prima di entrare in questa comunità trovava difficili questi argomenti e non riusciva a credervi totalmente. Questa esperienza è stata per noi ragazzi molto significativa e toccante e ha fatto capire a molti di noi cosa significa affrontare la vita reale in modo superficiale, non coscienzioso e privo di fede.
Veronica Guercio 4° liceo

I-II-III liceo per due giorni in oratorio

Due giorni di convivenza
Vita comune
Esperienza di fede e di vita insieme
Giovedì 15 e venerdì 16 marzo, insieme alle classi seconda e terza liceo, abbiamo vissuto un'esperienza di vita comune presso l'oratorio di Don Martino; con noi c'erano il prof. Colombo, la prof. Ferrante, suor Elide, don Martino e, in seguito, la prof. Casella.
Alla sera del giovedì ci siamo incontrati lì e nell'attesa che arrivassero tutti, ho giocato a calcio con i miei compagni di seconda, sono caduto e mi sono graffiato le mani.
Dopo la partita abbiamo cenato e riso in allegria, gustando le pietanze che ognuno aveva preparato e portato da casa.
Successivamente abbiamo visto un film, Cindarella man, che è stata commovente ed emozionante; finito questo abbiamo pregato e hanno assegnato i posti per dormire: a me è toccato dormire sul pavimento duro come il cemento armato e freddo come i ghiacci dell'antartide.
Alle 7:00 del giorno dopo, ero "sveglio", mi sono preparato per andare a scuola e poi abbiamo fatto colazione. Dopo le lezioni, siamo ritornati a piedi all'oratorio e, sfinito, mi sono servito da mangiare e ho iniziato a nutrirmi.
Il pomeriggio abbiamo giocato a calcio e poi a cricket e mi sono divertito tantissimo anche se faceva abbastanza caldo.
La sera ci siamo recati in una casa famiglia presso i signori Senes che ci hanno raccontato come è avere bambini in affido e perchè lo fanno: sono stato colpito dalla loro determinazione e dal fatto che non hanno avuto nè rimpianti nè ripensamenti dopo la loro scelta.
La cena è stata molto divertente e, dopo di che, con don Martino, Gianstefano, Francesco e Alessio, che parlava sempre, siamo tornati all'oratorio in automobile.
E' stata un'esperienza molto bella e divertente e anche significativa perchè ho conosciuto una nuova realtà come l'affido.
Alex Meynier 1° liceo